ASSOCIAZIONI


associazione di promozione sociale (APS)
Circolo Bel Lombroso
San Marco in Lamis
(Fg)
Puglia
indirizzo: Via Cavour , 6
n. associati: 22
e-mail: circolobellombroso@gmail.com
telefono: 3201106387
C.f. /P.IVA : 93023150712
presidente: Antonio Raimondo Pettolino
Il Circolo Bel Lombroso: un'esperienza di auto-aiuto non codificata
Dopo alcuni anni di iniziative realizzate con l’aiuto del centro di salute mentale locale, nell’ottobre 1988 il Circolo Bel Lombroso di San Marco in Lamis viene formalmente costituito adopera di un gruppo di utenti, con lo scopo di realizzare uno spazio del tutto autonomo peril tempo libero, alla pari degli altri circoli e club presenti nel paese.
Semplicemente riaffermando il diritto dei propri soci portatori di disturbo psichico a pretendere un tempo e un luogo dedicati ad attività ludiche e ricreative, il Circolo Bel Lombroso ha portato avanti negli anni una costante lotta allo stigma nei confronti della malattia mentale e alla emarginazione sociale delle persone colpite da questi disturbi, insieme con l’affermazione del diritto a una cura che non fosse l'internamento in manicomio .
Da ricordare colui che a tutti gli effetti è stato il leader del gruppo, Michele Gualano, collaboratore attento degli operatori del centro di salute mentale ma anche, quando necessario, critico severo delle disfunzionalità assistenziali e organizzative, senza con questo disconoscere il ruolo e le capacita degli altri utenti che lo affiancarono e seguirono.
Al Circolo si sono iscritti poi nel tempo familiari di utenti, cittadini sensibili ai temi connessi con la promozione della salute mentale, numerosi operatori del centro di salute mentale.
Molte le iniziative messe in campo dal circolo nei primi anni della sua storia, alcune delle quali hanno avuto ricadute a livello provinciale e regionale: la promozione di un convegno nel 1990 a Foggia, finalizzato al blocco dei ricoveri obbligatori e pseudovolontari nell’ospedale psichiatrico di Foggia, che determinò la nascita del coordinamento degli operatori dei servizi per la salute mentale della provincia di Foggia e l’avvio effettivo di una politica assistenziale unitaria a livello provinciale, così prefigurando un dipartimento di salute mentale ante litteram; la partecipazione, con altre associazioni e con il coordinamento provincialedegli operatori, alle varie iniziative che portarono alla costituzione, nel1995, del servizio psichiatrico di diagnosi e cura di San Marco in Lamis, il terzo a livello provinciale, che determinò il blocco definitivo dei ricoveri in manicomio e la sua conseguente chiusura (esso fu poi intitolato, dopo la sua morte, a Michele Gualano); un altro convegno nel 1999 a Monte Sant’Angelo per il miglioramento dell’assistenza psichiatrica, che ebbe consistenti riflessi nell’operatività dei servizi; ma anche iniziative squisitamente locali: la costituzione nel 1989 dell’omonima cooperativa sociale di tipo B, formata dai soci più giovani, tuttora attiva; la stampa di un giornalino cittadino nello stesso anno; l’organizzazione nel 1992 di un percorso natalizio attraverso i presepi preparati dalle numerose associazioni cittadine; la promozione, insieme con altre associazioni cittadine dei referendum abrogativi del 1993 (tra i quali quello del blocco del finanziamento ai partiti e quello sulla depenalizzazione dell’uso personale di droghe); la realizzazione di un convegno nel 1994 sulla paventata chiusura della pediatria dell’ospedale locale, che anticipò temi diventati scottanti un decennio dopo; la collaborazione con il servizio territoriale nella gestione diuno spazio di accoglienza residenziale, mantenuto fino ai primi anni del duemila.
Da ricordare gli altri presidenti succedutisi negli anni a Michele Gualano, Matteo Mancini e Rachele Contessa.
Via via con il venir meno dei membri più attivi e dello stesso presidente, il Circolo è andato incontro a una progressiva riduzione delle iniziative fino alla sua chiusura nel 2005.
Dal 2012 si è assunto il compitodi riaprirlo Antonio Pettolino, già responsabile del centro di salute mentale di San Marco in Lamis, in questa veste partecipe della sua fondazione e delle varie iniziative messe in campo nei primi anni, come tentativo di ricostituire nel territorio un punto di aggregazione e inclusione sociale.

P.S.- Il perché di questo nome.
Primo tempo
Prima della costituzione del circolo, nel corso di una delle periodiche riunioni di gruppo degli utenti che si svolgevano presso il centro di salute mentale, il discorso cadde sulla figura di Lombroso e delle sue teorie fisiognomiche sul rapporto diretto tra caratteristiche fisiche e comportamento criminale o malattia mentale, rivelatesi poi del tutto infondate sul piano scientifico, ma che anche in quella occasione furono fonte di critiche da parte di molti partecipanti.
Secondo tempo, un paio d’anni dopo
Su una rivista scientifica inviata al centro di salute mentale colpì l’attenzione di tutti un articolo sul museo di antropologia criminale di Torino, intitolato a Lombroso, corredato da varie fotografie tra le quali quella della sua testa (conservata in un vaso di vetro, al pari di quelle che furono oggetto dei suoi studi). In particolare colpì negativamente alcuni utenti – tra i quali Michele Gualano – l’aspetto del suo volto: “quiste iè quidd che diceva che li malate e li malamente ce canoscene dalla faccia, vide la soua, ièbelle isse…” ("Questo è quello che diceva che i malati e i delinquenti si riconoscono dal viso, guarda il suo, è bello lui...").
Terzo tempo, qualche anno ancora dopo
Al momento dell’intitolazione del circolo, non parve vero a Michele Gualano di intitolarlo, quasi una forma di risarcimento morale per i malati mentali, “Bel Lombroso”.